I musulmani festeggiano la Pasqua?

Prima di addentrarci nel tema della celebrazione della Pasqua (secondo l’Islam), bisogna comprendere la concezione di Gesù nell’Islam e le origini della Pasqua stessa. Andiamo allora ad analizzare queste due questioni per, poi, trarre le dovute conclusioni e capire se i musulmani celebrano la Pasqua.

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Chi era Gesù secondo l’Islam?

Gesù non è morto sulla croce. È nato da una vergine, ma non è il figlio di Dio. Non ha riscattato i peccati dell’umanità. Guarì i malati, diede la vista ai ciechi e risuscitò i morti. Parlò da neonato nella culla, annunciando a sua madre, Maria, che Dio gli aveva concesso le Scritture e lo aveva reso un profeta. Gesù non è né onnipotente né eterno. Gesù è il Messia. Gesù è un musulmano.

Potremmo riassumere così quel che era Gesù per i musulmani. Era un Profeta, non il figlio di Dio, tantomeno Dio stesso.

Essi confutano l’idea della croce per i seguenti motivi: “teologicamente” non è necessario che accada; “moralmente” non dovrebbe accadere; “storicamente” non è mai accaduto. Come qualcuno ha sinteticamente affermato: “Senza la croce, non esiste il Cristianesimo e con la croce, non esiste l’Islam”.

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Mentre molti cristiani potrebbero trovarlo abbastanza sorprendente, l’Islam riverisce sia Gesù che sua madre. Maria, o Maryam (Pace su di lei) come è conosciuta nel Corano, è considerata dai musulmani la più elevata tra le donne. È l’unica donna menzionata per nome nel Corano e un intero capitolo del Corano porta il suo nome. Contiene storie incredibili sulla madre di Gesù, la nascita miracolosa di quest’ultimo e persino alcuni miracoli non trovati nella Bibbia, come Gesù bambino che parla dalla sua culla.

Per i musulmani, Gesù non è, e non potrebbe essere, divino. È un profeta ma resta un mortale e Dio non è suo padre. “Capisco che se credi che qualcuno sia Dio, e altri dicono che non lo sia, è come un insulto”, dice Ibrahim Sayar, Imam di una moschea a Boston che si occupa di relazioni interreligiose. “Ma se lo guardi dal punto di vista musulmano, non c’è alcuna differenza tra Gesù, Abramo, Muhammad .” Il Corano menziona venticinque profeti e quasi tutti trovano posto anche nella Bibbia: Adamo e Noè, Mosè e Abramo, Davide e Salomone, Lot e Giacobbe, Giovanni Battista. “Sono tutti messaggeri”, dice Sayar. Ma per i cristiani, il messaggio di Gesù è inscindibile dalla sua crocifissione e risurrezione.

 

Gesù nel Corano

Gesù (Pace su di lui), che è conosciuto come Isā in arabo, è menzionato con il nome 25 volte nel Corano. Viene chiamato lo “spirito” e la “parola” di Dio, e credere in Gesù (Pace su di lui) è un pilastro fondamentale della fede per un musulmano.

La nostra convinzione è diversa, ovviamente; non accettiamo la dottrina della Trinità, o che Gesù fosse il figlio di Dio (in effetti nel Corano Gesù lo nega con le sue stesse parole). Il Corano afferma che Gesù non è morto né è stato crocifisso; invece, ascese al cielo. Tuttavia, per i musulmani, è uno dei più grandi profeti, precursore del profeta Muhammad .

Questo è il Gesù del Corano. Novantatré dei suoi versetti si riferiscono a lui, e il racconto coranico della vita di Gesù si armonizza con i Vangeli in più particolari di quanto persino molti musulmani realizzino. Non c’è dubbio che Gesù è una delle più grandi figure della dottrina islamica.

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Gesù era solo un Messaggero di Allah

Riportiamo di seguito alcuni versetti coranici che servono a corroborare la visione islamica di Gesù (pace su di lui) e la conseguente invalidità della festa pasquale:

“O Gente della Scrittura, non eccedete nella vostra religione e non dite su Allah altro che la verità. Il Messia Gesù, figlio di Maria non è altro che un messaggero di Allah, una Sua parola che Egli pose in Maria, uno spirito da Lui [proveniente]. Credete dunque in Allah e nei Suoi Messaggeri. Non dite “Tre”, smettete! Sarà meglio per voi. Invero Allah è un dio unico. Avrebbe un figlio? Gloria a Lui! A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e tutto quello che è sulla terra. Allah è sufficiente come garante. Il Messia e gli Angeli più ravvicinati non disdegneranno mai di essere gli schiavi di Allah. E coloro che disdegnano di adorarLo e si gonfiano d’orgoglio, ben presto saranno adunati davanti a Lui.”

[Al-Qur’an IV: CLXXI – Surah An-Nisâ’ versetto N. 170-171]

 

Gesù non fu né crocifisso né ucciso

Eppure, nonostante la riverenza per Gesù nell’Islam, l’Islam non considera Gesù come divino né sostiene la convinzione che sia morto per i peccati dell’umanità (espiazione indiretta).

Secondo il Corano, Gesù non fu mai ucciso né crocifisso, piuttosto l’intero evento fu “fatto apparire” tale al popolo, come recitano i seguenti versetti:

“E dissero: “Abbiamo ucciso il Messia Gesù figlio di Maria, il Messaggero di Allah!”. Invece non l’hanno né ucciso, né crocifisso, ma così parve loro. Coloro che sono in discordia a questo proposito, restano nel dubbio: non hanno altra scienza e non seguono altro che la congettura. Per certo non lo hanno ucciso*

Ma Allah lo ha elevato fino a Sé. Allah è eccelso, saggio.

Non vi è alcuno della Gente della Scrittura che non crederà in lui prima di morire**. Nel Giorno della Resurrezione testimonierà contro di loro.”

[Al-Qur’an IV: CLVII-CLVIII-CLIX – Surah An-Nisâ’ versetto N. 157-158-159]

*[Gesù non è morto per mano degli uomini, la sua crocifissione non fu che un’illusione voluta da Allah che ha innalzato Gesù fino a Lui (vedi versetto successivo]

**[L’escatologia islamica e l’esegesi (Tabarî VI, 18 e ss.) descrivono lo svolgersi dei “tempi ultimi”, in cui Gesù (pace su di lui) ritornerà sulla terra scendendo a Damasco; ucciderà l’Anticristo e rimarrà per sette anni (o quarant’anni), durante i quali l’Islam trionferà e anche gli israeliti e i cristiani riconosceranno la sua vera natura e crederanno nella sua missione profetica]

Le parole “così parve loro” sono state oggetto di contese accademiche per secoli. Ciò è dovuto principalmente all’assenza di una narrazione autentica del Profeta che spieghi il versetto.

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Molti studiosi hanno quindi dovuto ricorrere a fonti cristiane per determinare cosa avvenne esattamente nel giorno della presunta crocifissione.

Gli studiosi musulmani interpretano questo passaggio in vari modi. Alcuni credono che qualcuno sia stato effettivamente crocifisso, ma che non fosse Gesù; forse era Giuda. Chiunque fosse, dicono, Dio gli cambiò il volto in modo tale da prendere le sembianze di Gesù, e Gesù stesso fu risparmiato. Una leggera variazione ipotizza che Dio avesse cambiato la visione di tutti coloro che hanno assistito alla crocifissione per far credere loro di vedere Gesù. Altri sostengono che fu Gesù ad essere stato inchiodato alla croce, ma che sopravvisse; ciò che accadde la domenica di Pasqua non fu una risurrezione ma una rianimazione. Alcuni sostengono che nessuno fu crocifisso.

Per i musulmani, i dettagli della crocifissione sono in gran parte accademici. Il disaccordo tra cristiani e musulmani sulla natura di Gesù, tuttavia, è fondamentale, indipendentemente dalla comprensione che entrambi possano avere di lui.

Gesù è asceso al cielo e tornerà alla fine dei tempi

Tuttavia, nonostante le diverse opinioni, tutti i musulmani concordano sul fatto che Gesù fu elevato ai Cieli, è ancora vivo e in attesa del suo ritorno nel mondo verso la fine dei tempi.

Come Allah (SWT) afferma nel Corano:

“E quando Allah disse: “O Gesù, ti porrò un termine e ti eleverò a Me e ti purificherò dai miscredenti. Porrò quelli che ti seguono al di sopra degli infedeli, fino al Giorno della Resurrezione. Ritornerete tutti verso di Me e Io giudicherò le vostre discordie.”

[Al-Qur’an III: LV – Surah Âl ‘Imrân versetto N. 55]

 

Gesù tornerà in un momento in cui il mondo sarà pieno di corruzione e ingiustizia causate principalmente dall’anticristo e dai suoi alleati. Egli ripristinerà con successo la pace e la giustizia e porterà a termine il regno oppressivo dell’anticristo.

Per quanto riguarda la data esatta del suo ritorno, ciò è qualcosa che è unicamente nella conoscenza di Allah. Non è giusto per noi interrogarci quando questo evento avrà luogo esattamente, ma piuttosto è più opportuno che ci prepariamo per un evento del genere.

“Ti chiederanno dell’Ora: “Quando giungerà?”. Di’: “La conoscenza di questo appartiene al mio Signore. A suo tempo, non la paleserà altri che Lui. Sarà gravosa nei cieli e sulla terra, vi coglierà all’improvviso”. Ti interrogano come se tu ne fossi avvertito. Di’: “La scienza di ciò appartiene ad Allah”. Ma la maggior parte degli uomini non lo sa.”

[Al-Qur’an VII: CLXXXVIII – Surah Al-A’râf versetto N. 187]

 

Gesù secondo gli Hadith del Profeta

Gesù è considerato uno dei cinque profeti d’élite dell’Islam ed è persino considerato il fratello del Profeta Muhammad . A tal proposito, il Profeta Muhammad dichiarò:

“Io sono il più vicino di tutti i popoli a Gesù, il figlio di Maria in questa vita e nell’aldilà. I profeti sono fratelli paterni; le loro madri sono diverse, ma la loro religione è una sola e non c’è stato nessun profeta tra me e lui (cioè Gesù).”

(Narrato da Sahih Bukhari)

Il Profeta descrive il ritorno di Gesù come tale:

“Per Allah, il figlio di Maria discenderà come un giusto sovrano. Distruggerà la croce, ucciderà i maiali e abolirà la Jizya (una tassa presa dai non musulmani che sono sotto la protezione del governo musulmano). Farà sparire rancore, odio e invidia e chiamerà le persone a dare la loro ricchezza in beneficenza, ma nessuno ne avrà bisogno”.

(Sahih Muslim)

Si dice che Gesù spezzerà la croce poiché ha il diritto primario di rettificare le credenze delle persone riguardo alla sua vera natura. Ciò non significa tuttavia che i musulmani abbiano il diritto di spezzare o denigrare la croce.

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È importante notare che Gesù non tornerà come un nuovo Profeta ma piuttosto come Musulmano e seguace del Profeta Muhammad . Pregherà tra i ranghi musulmani e questo è accennato nella seguente dichiarazione del Profeta :

“Gesù, figlio di Maria, su di lui sia la pace, scenderà e l’imam lo inviterà a guidare la preghiera, ma egli dirà: “No, alcuni di voi sono leader su altri e questo è un onore per questa nazione”.

(Sahih Muslim)

 

La Pasqua, la fertilità e l’origine della croce

Mentre le festività come Natale, Capodanno e San Valentino hanno nomi che indicano l’origine della festa o il suo significato, la Pasqua fa eccezione.

Molte persone non hanno idea di cosa significhi il nome Pasqua. Si scopre che la Pasqua o Easter (in inglese) è una corruzione del nome Austre (Ostara), il nome di un’antica dea scandinava pagana della vita e della fertilità.

Come menzionato sopra, molte feste celebrate oggi rappresentano una sintesi tra la dottrina cristiana ed i rituali pagani. La base per la maggior parte di questi giorni “santi” ruota attorno a fenomeni naturali come l’equinozio autunnale, l’equinozio di primavera, il solstizio d’estate e il solstizio d’inverno.

Per quanto riguarda la stagione primaverile e l’equinozio di primavera, i pagani, in particolare i pagani del freddo e nord Europa, erano soliti celebrare il rinnovamento della vita, come il germogliare delle foglie e dei fiori, dal ritorno degli uccelli e dal riemergere di molti mammiferi precedentemente in letargo. Durante queste celebrazioni spesso si utilizzavano simboli di fertilità e vita come l’uovo, il pulcino ed il coniglio.

L’uso di questi stessi simboli nelle celebrazioni odierne della Pasqua è abbastanza ovvio. Decorare le uova, le cacce alle uova di Pasqua ed il coniglietto di Pasqua sono tutte icone familiari. Queste cose sono state tramandate dalle tradizioni pagane attraverso un processo di sintesi con la dottrina cristiana. In particolare, il culto del dio del sole venne incorporato negli insegnamenti monoteistici cristiani incontaminati della prima epoca. L’equinozio di primavera rappresenta un momento in cui le ore di luce del giorno equivalgono alle ore della notte.

 

Il paragone con il Sol Invictus

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L’aureola di Gesù ha somiglianze con un parelio o una croce solare.

I giorni seguenti all’equinozio di primavera segnano un aumento del numero di ore di luce giornaliere rispetto alle ore notturne. Questa volta, poi, è stato visto come il tempo del Sol Invictus o del sole invincibile, dimostrando la sua supremazia conquistando la notte.

La sintesi con le idee cristiane era semplice. Proprio come il sole ha conquistato la notte, il figlio ha vinto la morte. Pertanto, le festività pagane della fertilità e della vita furono sostituite dal concetto cristiano della risurrezione di Gesù (la pace sia su di lui).

La Chiesa ha adottato le celebrazioni dell’equinozio di primavera come Pasqua. Poiché questa volta era già stato uno dei festeggiamenti della risurrezione del sole e del ritorno a nuova vita, la celebrazione della risurrezione del figlio di Dio non ha richiesto grandi cambiamenti nella comprensione.

 

La somiglianza con l’equinozio primaverile

In effetti, le celebrazioni pasquali erano così simili alle celebrazioni precedenti – in particolare quelle che riconoscevano la resurrezione dell’Adonis babilonese, dell’Apollo greco e dell’Attis romano – che si sollevò un’aspra controversia con i pagani che sostenevano che la celebrazione della Pasqua cristiana fosse un’imitazione falsa delle antiche tradizioni.

I falò che segnavano l’inizio dell’equinozio primaverile, originariamente vietati dalla Chiesa, trovarono la loro strada all’interno della nuova religione sotto forma di incendi pasquali nella liturgia ufficiale di Roma entro il IX secolo. Sono sopravvissuti anche i simboli di fertilità associati alla primavera, come l’uovo ed il coniglio incredibilmente prolifico.

(Ellerbe pag. 148)

 

Ankh e la croce cristiana

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In effetti, il simbolo stesso della croce deriva dalle pratiche pagane della fertilità. È noto a molti che il simbolo della croce veniva utilizzato da molte civiltà prima dell’ascesa del cristianesimo. L’antico simbolo egizio dell’ankh, quindi, merita una menzione speciale per il suo legame con la fertilità.

L’ankh è un simbolo che ricorda la croce cristiana, tranne per il fatto che ha un anello nella parte superiore. Alcune fonti indicano che questo simbolo trae la sua forma da antichi studi egiziani sull’anatomia umana. L’anello, si dice, rappresenta l’utero gravido (in gravidanza), mentre le braccia della croce rappresentano le tube di Falloppio. E la base della croce funge da canale vaginale.

L’ankh, quindi, funge da ultimo simbolo di fertilità. A sostegno di questa teoria della derivazione degli ankh, le bambole della fertilità di molti popoli africani, in particolare gli Ashanti, hanno la forma di un ankh.

 

Come viene vista la Pasqua dai musulmani?

Alla luce di quanto esposto in alto, Gesù è senza ombra di dubbio un simbolo di evidente altruismo e rettitudine, “venerato” dai seguaci dell’Islam. Eppure, oggi, la maggior parte dei cristiani, e non, concorderebbe sul fatto che la Pasqua, così come viene celebrata ora, si concentri troppo sulle uova di Pasqua, i coniglietti e le feste nazionali, con il messaggio religioso che evidentemente viene a mancare. È diventata una festa commerciale ed un momento per passare del tempo insieme alla famiglia ed amici più cari.

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Ad esempio, nel 2005, un sondaggio commissionato dal Reader’s Digest, una rivista mensile statunitense, ha rivelato che meno della metà dei britannici sa perché i cristiani celebrino la Pasqua; solo il 48% degli adulti interrogati era consapevole che la festa segna la risurrezione di Gesù.

Inoltre, il sondaggio Eurotrack di YouGov, che tiene traccia dell’opinione pubblica in Europa, ha scoperto nel 2013 che in Gran Bretagna il 49% dei cristiani affermava che trascorrere il tempo con amici e familiari fosse l’aspetto più importante della Pasqua, ma il 30% affermava che il suo significato religioso fosse il più importante. In ogni altro paese europeo intervistato, la maggioranza dei cristiani ha affermato che trascorrere del tempo con amici e familiari fosse la parte più importante della Pasqua per loro.

 

I musulmani festeggiano la Pasqua?

In questi giorni di intrattenimento e consumo eccessivo, è facile farsi coinvolgere dalle cosiddette “festività”, fermandoci raramente a considerare il significato vero che si cela dietro tali festività.

Le celebrazioni come la Pasqua, il Natale, gli Ognissanti e Halloween trovano le proprie radici nelle tradizioni pagane, estranee ai profeti (che la pace e le benedizioni siano su tutti loro). La prova di ciò risiede nella mancanza di prove storiche che i profeti avessero mai celebrato i loro compleanni, decorato uova di cioccolato, decorato alberi o indossato costumi.

Attraverso un attento esame di queste innovazioni religiose, o bid’ah, quest’articolo ha lo scopo di avvertire i musulmani delle pericolose implicazioni e dei sottili cambiamenti attitudinali che derivano da tali celebrazioni e dalla partecipazione ad esse.

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Bid’ah: innovazione religiosa

Prima di qualsiasi discussione sull’origine di festività come Natale e Pasqua, è importante definire un termine chiamato “bid’ah”. Una bid’ah è qualsiasi invenzione, creazione o aggiunta a qualsiasi questione religiosa, che non trova riscontro negli insegnamenti originali dei profeti.

Il Profeta Muhammad (la pace sia su di lui) disse:

“Chi innova qualcosa in questa nostra materia (religione), la vedrà rifiutata”.

[Bukhari e Muslim]

Per illustrare in termini semplici cos’è una bid’ah basta prendere come esempio la Pasqua ed il natale nell’Islam. Gesù (la pace sia su di lui) ha mai celebrato il suo compleanno? Lo ha mai celebrato sua madre, Maria (la pace sia su di lei)? Lo hanno mai fatto i suoi discepoli? La risposta, ovviamente, è no. Gesù (la pace sia su di lui) ha mai parlato di coniglietti pasquali? Ha mai decorato alberi? Ovviamente no.

Credere che Gesù (la pace sia su di lui) fosse venuto con la verità, dopodiché fare delle aggiunte o detrazioni al suo messaggio significa mescolare la verità con la falsità. Le pratiche elencate sopra trovano le loro origini in rituali e riti pagani.

Quindi, Gesù (la pace sia su di lui) approverebbe il fatto che si mescolino i suoi insegnamenti con quelli dei pagani?

Inoltre, per illustrare la gravità della bid’ah e dell’imitazione dei non credenti, vi rimandiamo alle parole del Profeta Muhammad che ha detto:

“Chi imita un popolo, è uno di loro”.

[Narrato da Ahmad con un’autentica catena di trasmissione]

 

I musulmani possono festeggiare la Pasqua insieme ai cristiani?

Per un musulmano non è consentito prendere parte ai festeggiamenti e alle celebrazioni dei fratelli cristiani, come la Pasqua, il Natale e così via, poiché prendere parte e assistere aiuta a diffondere questo male, aumentare il loro numero e imitarli, nessuno dei quali ci è consentito. Allah (SWT) dice (interpretazione del significato):

“Aiutatevi l’un l’altro nella carità e nella pietà e non sostenetevi nel peccato e nella trasgressione. Temete Allah, Egli è severo nel castigo.”

[Al-Qur’an V: II – Surah Al-Mâ’ida versetto N. 2]

Ibn al-Qayyim disse:

“Ai musulmani non è consentito assistere alle feste dei mushrikeen (coloro che adorano dèi all’infuori del Dio, unico e misericordioso), secondo il consenso unanime degli studiosi le cui parole hanno un peso. I fuqaha’ che seguono le quattro scuole di pensiero lo hanno affermato chiaramente nei loro libri.”

Al-Bayhaqi narrò con un saheeh isnaad di Umar ibn al-Khattaab (RA) che disse:

“Non entrare nelle chiese dei mushrikeen il giorno stesso della loro festa, poiché l’ira divina cala su di loro”.

Sempre Umar ibn al-Khattaab (RA) disse anche:

“Evitate i nemici di Allah durante le loro festività.”

Al-Bayhaqi narrò con un jayyid isnaad di Abd-Allaah ibn Amr che disse:

“Chiunque si stabilisca nella terra dei non arabi e celebri il loro nuovo anno e le altre celebrazioni e li imita fino alla morte in quello stato, sarà riunito con loro nel Giorno della Resurrezione.”

(Ahkaam Ahl al-Dhimmah, 1/723-724)

Riassumendo: non è lecito celebrare le festività dei kuffaar o parteciparvi, sia che pratichino funzioni religiose durante esse o che si limitino al gioco ed all’intrattenimento, perché il solo celebrarle è un’innovazione haram, ma frequentare i loro rituali religiosi è altrettanto haram.

Il musulmano dovrebbe trascorrere la Pasqua come qualsiasi altro giorno e non consumare alcun cibo o bevanda speciale durante tali festività, o fare qualsiasi altra cosa che viene fatta da coloro che celebrano queste festività al fine di disapprovare e rinnegare tali peccati.

 

Allah ne sa di più;   الله اعلم

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